Why do I paint? (And why do I paint silence?)
And Why Do I Paint Silence?
I’m often asked why I paint — and more specifically, why I paint the way I do.
The short answer is: I try to paint silence.
We live in a world that’s constantly noisy. Whether it’s traffic, people talking, phones ringing, or background sounds we no longer even notice, noise surrounds us. And it affects us — whether we’re aware of it or not. For me, painting is a way to block out all that noise and create a sense of calm, both for myself and hopefully for the viewer as well.
Art critic Susanna Suominemi once described my work as an attempt to capture serenity through visual silence. I recognize myself in that. It’s exactly what I try to achieve.
Van Gogh once said, “I paint to stop thinking. When I paint, I stop thinking.”
That resonates with me. When I step into my studio, I go through certain routines that help me prepare for the work ahead. And once I start, the outside world disappears. It’s just me, the canvas, and the colors. That focused state is not just part of my process — it’s a way of finding clarity and peace.
I’ve always been sensitive to sound. I later learned that this has a name: hyperacusis — a heightened sensitivity to everyday noises. It can be exhausting and distracting. Noise-canceling headphones have become an essential tool in my daily life. But so has painting.
Through my work, I want to create visual spaces that feel still — places where you can pause, breathe, and disconnect from the noise, even for just a moment. I’m not trying to illustrate silence literally, but to offer a feeling of it. Something that gives you room for your own thoughts and reflections.
Maybe you’ve experienced that kind of silence before — when the power goes out unexpectedly, or when fresh snow muffles every sound around you. It’s subtle, but powerful. That’s the kind of feeling I try to capture with my brush.
So when someone asks me what my paintings mean, or what I’m trying to express, this is what I come back to:
I paint to create space — and I paint silence.
-Mikaela Olovsdotter
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Italiano
Perché dipingo? (E perché dipingo il silenzio?)
Mi viene spesso chiesto perché dipingo – e più nello specifico, perché dipingo in questo modo.
La risposta breve è: cerco di dipingere il silenzio.
Viviamo in un mondo costantemente rumoroso. Che si tratti del traffico, di persone che parlano, telefoni che squillano o suoni di sottofondo a cui non facciamo più caso, il rumore ci circonda. E ci influenza, che ce ne rendiamo conto oppure no.
Per me, dipingere è un modo per bloccare tutto questo rumore e creare un senso di calma – sia per me che, spero, anche per chi guarda le mie opere.
La critica d’arte Susanna Suominemi una volta ha descritto il mio lavoro come un tentativo di catturare la serenità attraverso il silenzio visivo. Mi sono riconosciuta in quelle parole. È esattamente ciò che cerco di fare.
Van Gogh una volta disse: “Dipingo per smettere di pensare. Quando dipingo, smetto di pensare.”
Mi rispecchio molto in questa frase. Quando entro nel mio studio, seguo alcune routine che mi aiutano a prepararmi. E una volta iniziato, il mondo esterno scompare. Ci siamo solo io, la tela e i colori. Quello stato di concentrazione non è solo parte del mio processo creativo — è anche un modo per ritrovare chiarezza e pace.
Sono sempre stata sensibile ai suoni. Più tardi ho scoperto che questa condizione ha un nome: iperacusia — una sensibilità aumentata ai rumori quotidiani. Può essere stancante e fonte di distrazione. Le cuffie con cancellazione del rumore sono diventate uno strumento essenziale nella mia vita quotidiana. Ma lo è anche la pittura.
Con il mio lavoro, voglio creare spazi visivi che trasmettano quiete — luoghi in cui potersi fermare, respirare e disconnettersi dal rumore, anche solo per un momento. Non cerco di illustrare il silenzio in modo letterale, ma di offrirne una sensazione. Qualcosa che lasci spazio ai propri pensieri e riflessioni.
Forse anche voi avete vissuto quel tipo di silenzio — quando salta la corrente all’improvviso, o quando la neve fresca attutisce ogni suono intorno. È una sensazione sottile, ma potente. Ed è proprio quella sensazione che cerco di catturare con il pennello.
Quindi, quando qualcuno mi chiede cosa significano i miei quadri o cosa voglio esprimere, torno sempre a questo:
Dipingo per creare spazio — e dipingo il silenzio.
-Mikaela Olovsdotter
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Art Exhibition "Houses & Art" at Torre Casalotto Golf Club, Sicilia
Just a friendly reminder — there’s still time to visit my solo art exhibition at Torre Casalotto Golf Club in Sicily. The show runs until July 8, 2025.
From the wide horizons of Scandinavia to the sunlit skies of Sicily, my paintings invite you to pause, breathe, and reflect. Inspired by the vast northern landscapes of Sweden, each piece speaks in silence.
Un gentile promemoria — c’è ancora tempo per visitare la mia mostra personale presso il Torre Casalotto Golf Club in Sicilia. La mostra sarà aperta fino all’8 luglio 2025.
Dagli ampi orizzonti della Scandinavia ai cieli assolati della Sicilia, i miei dipinti invitano a fermarsi, respirare e riflettere. Ispirate ai vasti paesaggi del nord della Svezia, ogni opera parla attraverso il silenzio.